Se il migliore amico del nostro amico è il nostro peggior nemico [1° parte]

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Nel 2008 l’eminente rivista Forbes ha stilato una classifica, con il consulto delle “U.S. Law Enforcement Agencies”, dei 10 criminali ricercati più potenti al mondo. Ai primi due posti, il famigerato Osama Bin Laden, il simbolo del terrore mondiale dall’attacco alle Torri Gemelle, e il semi-sconosciuto per l’opinione pubblica mondiale Joaquìn Guzmàn Loera, detto “El Chapo” (amichevolmente traducibile come “il tappetto”), indicibilmente ricco e potente signore del Cartello di Sinaloa [N.B.= È dell’altroieri 8 Gennaio 2015 la notizia dell’ennesimo arresto del Chapo da parte del governo Messicano, che ha subito negato l’estradizione agli USA. È il terzo arresto, dopo il primo nel 1993, ed il secondo nel 2014. C’è da credere che anche questa volta dopo un duro periodo in galera riuscirà miracolosamente a fuggire]

There were US dollar bills of different denominations, a coded list of prison “services” with an accompanying list of cash values, and a series of addresses in Guadalajara where the Puente Grande employees would go to receive their pay. Then they searched Cambrón’s locker, where they found a veritable pharmacy: masculine and feminine Viagra, vaginal lubricants, pessaries, contraceptive pills and injections, remedies for vaginal infections, and more than forty tablets of synthetic drugs.”


 

Una testimonianza del penoso tenore di vita vissuto da El Chapo durante la sua prima detenzione, grazie a quanto trovato addosso ad un comandante della Polizia Penitenziaria della prigione. Da Anabel Hernandez, “Narcoland”, Verso Books 2008.

Cosa hanno in comune il terrore di ogni uomo occidentale dal 2001 alla sua morte ed il criminale più ricco e potente del pianeta?

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Che ci crediate o meno, quest’uomo oltre alla cannotta fantozziana in foto possiede qualche Miliardo di dollari.

 

Entrambi sono stati, più o meno recentemente, i migliori amici dei nostri migliori amici (o altri migliori amici un po’ meno presentabili in società).

Osama Bin Laden prima di divenire il Signore del Terrore, era un relativamente anonimo jihadista fra i tanti, che aveva trovato nella guerra santa in Afghanistan contro il regime filo-sovietico la propria missione di vita.

Più che il piglio del militare, però, Osama Bin Laden aveva uno spiccato senso organizzativo, che lo portò a divenire il fulcro di uno dei campi di addestramento dei Mujaeddin in territorio Pakistano, ai confini dell’Afghanistan.

Questi campi di addestramento sono configurabili come dei veri e propri hub dove confluirono gli aspiranti guerriglieri islamici indottrinati nelle Madrasa pakistane o provenienti dalle fila del wahabbismo che aveva nell’Arabia Saudita il suo cuore pulsante.

Qui Osama Bin Laden al pari di un scrupoloso burocrate si curava meticolosamente dei giovani che arrivavano quotidianamente, delle forniture di armi e di equipaggiamento necessarie, che fossero addestrati ed alla fine che riuscissero ad infiltrarsi in Afghanistan tramite le regioni montuose di confine ed uccidere o morire in nome di Allah.

Un tipo un po’ strambo su VeteransToday ha dichiarato, con una lucida follia maggiore di quanto non si potrebbe imputargli, che Osama Bin Laden abbia compiuto per il Governo degli U.S. più di quanto abbia fatto qualsiasi militare statunitense oggigiorno.

Un lavoro magari non particolarmente remunerativo o riposante ma con un indubbio privilegio: conoscere e divenire uomo di fiducia di migliaia di combattenti, dei quali si mantengono i contatti. Al-Qaida, se tradotto letteralmente significa “La base”, molto banalmente l’anonimo nome usato originariamente da un sodale di Osama Bin Laden per indicare i campi di addestramento. Dai qui, dai contatti dei Mujaeddin mantenuti da Osama Bin Laden in questo periodo, la nascita di Al-Quaida, la guerriglia in Sudan, i primi attentati, le Torri Gemelle, la guerra al terrore, e quindi Osama Bin Laden Imperatore del Terrore.

Gli Stati Uniti finanziarono i mujaheddin, il Pakistan finanziò i Mujaheddin, l’Arabia Saudita finanziò i mujaheddin più di ogni altra nazione (USA compresi), nella sua implacabile missione di diffusione del Wahabbismo nel mondo arabo.

Q: And neither do you regret having supported the Islamic fundamentalism, having given arms and advice to future terrorists?

B: What is most important to the history of the world? The Taliban or the collapse of the Soviet empire? Some stirred-up Muslims or the liberation of Central Europe and the end of the cold war?

Q: Some stirred-up Muslims? But it has been said and repeated Islamic fundamentalism represents a world menace today.

B: Nonsense! It is said that the West had a global policy in regard to Islam. That is stupid. There isn’t a global Islam. Look at Islam in a rational manner and without demagoguery or emotion. It is the leading religion of the world with 1.5 billion followers. But what is there in common among Saudi Arabian fundamentalism, moderate Morocco, Pakistan militarism, Egyptian pro-Western or Central Asian secularism? Nothing more than what unites the Christian countries.


 

Un Brzezinsky in forma smagliante dispensa lezioni di realismo, Le Nouvel Observateur, Paris, 15-21 January 1998; posted at globalresearch.ca 15 October 2001

Osama Bin Laden è stato infine ucciso, Al-Quaida ha perso smalto, i cugini del Daesh (o IS che dir si voglia) la hanno detronizzata guadagnandosi l’ambito titolo di Imperatori del Terrore 2013, 2014 e 2015 e probabilmente anche 2016, ma tutto cambia affinché nulla cambi: il Wahabbismo rimane la loro base ideologica e l’Arabia Saudita il loro principale fan, tanto che qualcuno ha sommessamente fatto notare come le leggi vigenti nei territori dell’IS, il peggior nemico dichiarato degli U.S., siano pressoché identiche a quelle vigenti in Arabia Saudita, il miglior amico dichiarato degli U.S.

La contraddizione è tanto evidente e la domanda è tanto spontanea che viene da domandarsi come mai nessun giornalista l’abbia ancora posta a Barack Obama o a qualche alto funzionario estero statunitense. Sempre che non si ritenga, come scriviamo nel titolo, che il miglior amico del mio miglior amico possa essere il mio peggior nemico.

[To be continued…]

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Author: Redazione

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