Praticare l’antimafia sociale nei territori, il 12 Febbraio a Monza!

Condividi!Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+

La Mafia al Nord esiste. La Mafia in Brianza esiste. Si ma quando esiste? Molte volte la Mafia fa notizia, quindi esiste, solo quando c’è una nuova inchiesta giudiziaria, o quando si arriva a nuove sentenze. L’inchiesta “Infinito” ci ha dimostrato che in Brianza la ‘ndrangheta era una realtà consolidata, l’inchiesta “Briantenopea” ci ha disvelato il sistema di potere tessuto dalla Camorra. Il rischio è però quello di percepire la lotta alle mafie come qualcosa di fondamentale ma di responsabilità altrui: delle forze dell’ordine, della magistratura, di chi ne è “competente”. Insomma delegare la lotta antimafia.
Ma prima, durante ed oltre queste inchieste le mafie operano quotidianamente sul nostro territorio, proliferano e si arricchiscono tessendo reti con tutti i poteri che si dimostrano conniventi. Le Mafie detengono un preccupante controllo sociale, ed in quanto tale possono essere sconfitte, o ridotte alla marginalità, all’impotenza, solo da un intenso impegno ed attivismo sociale.
Praticare quotidianamente l’antimafia nei territori in prima persona, senza deleghe, è quanto ciascuno di noi può e deve fare per combattere le mafie oltre il livello epiteliale, alla radice.
Come collettivo AltrAgorà, assieme a Libera Giovani di Monza e Brianza e all’Arci Scuotivento di Monza abbiamo iniziato un percorso sull’antimafia sociale, con un primo momento di incontro in cui aprire un dibattito pubblico con quattro esperienze e pratiche in dimensioni anche molto differenti fra loro ma ugualmente rilevanti.
“Assaggi di antimafia”, come lo abbiamo voluto chiamare, oltre a marcare la doppia natura dell’iniziativa, di dibattito ma anche di aperitivo con i prodotti di Libera Terra, un modo per favorire la socialità dell’evento ma anche di ricordarci come tutto, anche il mangiare, sia un atto politico a cui prestare attenzione, vuole essere un’autodenuncia della irrapresentabilità e parzialità in un solo incontro del patrimonio complessivo di realtà, gruppi formali ed informali, singoli, che praticano antimafia in Brianza: i nostri vogliono essere solo “assaggi”, appunto, ma assaggi capaci di stimolare un dibattito e auspichiamo dei percorsi fecondi anche sul piano pratico. Non a caso per la locandina di pubblicizzazione dell’evento abbiamo “preso in prestito” una foto del primo murales antimafia realizzato in uno spazio confiscato da Da Sud, un’immagine visivamente e simbolicamente potente ed efficace di cosa intendiamo per antimafia sociale.
In questa cornice abbiamo voluto invitare chi ha praticato antimafia con la propria azione amministrativa come Daniele Cassanmagnago, assessore all’Urbanistica a Desio dopo lo scandalo Infinito che portò allo scioglimento della giunta, chi sta avviando un progetto per indagare con dati puntuali e reali la diffusione della pratica del pizzo negli esercizi commerciali monzesi, come Alessandro Caruso di Addiopizzo, chi sta gestendo, con il coinvolgimento anche di diversi studenti brianzoli, il terreno confiscato alle mafie di Chiaravalle come Stephan Greco di Arci e chi ha portato nei teatri milanesi uno spettacolo teatrale sulle mafie al Nord, nato dal lavoro con diversi studenti e realtà universitarie, come Marco Rampoldi con “E io dico no”. Crediamo possa essere un ottimo punto di partenza.
bozza

Condividi!Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+

Author: Redazione

Share This Post On

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *