Appello per la mobilitazione del 16 e il 17 con le lotte ambientali di tutta Italia. #stopbiocidio

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Aderiamo come Altragorà  all’appello diffuso dalla rete Stop Biocidio Lazio di adesione al 16 maggio (in risposta all’appello lanciato dai comitati campani per una mobilitazione territoriale diffusa) e del 17 maggio per la manifestazione nazionale in difesa dei beni comuni.
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Dalle discariche alle grandi opere.
Contro ogni devastazione ambientale, in difesa della salute e dei territori.

FERMIAMO IL BIOCIDIO
16 – 17 – 18 Maggio

* * *

16 Maggio | mobilitazione territoriale in risposta all’appello dei comitati campani contro il biocidio
17 Maggio: le lotte ambientali al corteo nazionale per i beni comuni, contro austerity e privatizzazioni
18 Maggio: incontro reti Stop Biocidio e lotte ambientali, verso la costruzione di una vertenza nazionale

Il 16 novembre 2013, le strade di Napoli sono state invase da più di 100.000 persone, un #Fiumeinpiena nella città in cui l’avvelenamento dovuto allo smaltimento di rifiuti urbani e industriali ad opera di Stato, camorra e imprenditoria, ha assunto valore emblematico di un biocidio che però, ben oltre il tema dei rifiuti, riguarda sempre più una Terra dei Fuochi che si estende da nord a sud, oltre i confini nazionali ed europei.

Ad esprimersi in Campania è stato un movimento di lotta, d’opinione e di proposta il cui potenziale in termini di mobilitazione può assumere valore unitario e dirompente per tutti quei territori che compongono la mappa dei conflitti ambientali.

L’avvelenamento della Val Pescara ad opera della Montedison; il Lazio in cui manca un piano regionale rifiuti ma nel frattempo si costruiscono discariche, inceneritori e impianti a biomasse e dove interi territori, come la Valle del Sacco e la provincia di Latina, sono avvelenati dallo smaltimento di rifiuti industriali operato da criminalità e imprenditoria. Le speculazioni e i project financing che sottendono progetti come i cantieri della Orte-Mestre, del terzo valico TAV, dell’ EXPO 2015 a Milano. L’avvelenamento delle popolazioni residenti intorno alle centrali di Vado Ligure e Porto Tolle; la devastazione operata dalla Caffaro a Brescia dove già il 10 maggio un corteo ha attraversato la città per dire basta al biocidio e chiedendo “una sola grande opera: casa, salute, reddito e dignità”. L’ILVA di Taranto, luogo di sfruttamento di lavoro e ambiente, fabbrica di morte.

Il biocidio non è solo connesso allo smaltimento dei rifiuti, è impatto delle speculazioni economiche sulle vite e sulla salute delle comunità locali. La stessa crisi ucraina non è leggibile esclusivamente nei termini di nuova ascesa di nazionalismi e destre estremiste: sullo sfondo si muovono i conflitti energetici e geopolitici per svincolare l’Europa dalla dipendenza russa nel rifornimento di fonti fossili e gli interessi legati all’estrazione del gas di scisto ucraino, e infatti, il 6 e il 7 maggio si è svolto a Roma il G7 Energia, con il preciso obbiettivo di trovare soluzioni alternative al gas russo. Poca attenzione sull’evento, ma il legame tra malapolitica energetica e conflitti ambientali è evidente tanto in queste vicende quanto nell’avvelenamento dei territori e delle comunità sacrificati alla produzione industriale di energia attraverso le centrali alimentate da fonti fossili e alle infrastrutture necessarie: dal progetto della Trans Adriatic Pipeline alla centrale a carbone di Civitavecchia.

Ancora, impossibile scindere le lotte ambientali e l’opposizione alle grandi opere dai temi della partecipazione e della democrazia nelle scelte che riguardano la gestione dei territori, la loro tutela, le bonifiche sempre più urgenti. Essendo ogni forma di sfruttamento e deprivazione di risorse imponibile solo in un contesto di verticalizzazione antidemocratica delle decisioni politiche.

Oltre la democrazia, ad essere chiamate in causa sono libertà ed uguaglianza. L’ingiustizia sociale connessa alla scelta sistematica di far pagare a determinati territori e quindi a determinate comunità i costi e i rischi delle attività impattanti sull’ambiente. La libertà di manifestare e di opporsi a scelte sbagliate calpestata dai poteri straordinari dei commissari di governo, dalla militarizzazione di cantieri e discariche, dalle accuse di terrorismo.

In questi giorni, a Milano, tangenti e appalti truccati fanno emergere la vera natura dell’ennesima opera inutile, Expo 2015 e il nuovo rapporto dello studio SENTIERI del ministero della salute dimostra la connessione tra esplosione di neoplasie e contaminazioni ambientali legate ad un insostenibile modello di sviluppo e smaltimento dei suoi scarti. Basterebbe questo a restituire al mittente le accuse di “NIMBYsmo”, terrorismo, sovversione, violenza, rivolte a chi legittimamente difende i propri territori da pezzi di Stato e imprenditoria corrotti e assassini. Basterebbe questo ad affermare che le responsabilità delle devastazioni ambientali vanno ben oltre le mafie e che non ci sentiamo rappresentati, tantomeno tutelati, da uno Stato che accusa di terrorismo i No Tav, i No Inc, i No Discariche, i No Grandi Navi, i No a tutti gli interessi speculativi e venefici che invece i suoi apparati ben rappresentano.

Così, avviene che Adriano e Gianluca, accusati di aver danneggiato un mezzo del cantiere dell’inceneritore di Albano, si trovino dallo scorso ottobre in regime di isolamento detentivo. Nel frattempo il progetto di inceneritore ad Albano è stato accantonato e la stessa Procura di Roma ha attestato che criminale era la gestione del ciclo dei rifiuti da parte del monopolista Cerroni, i suoi impianti però continuino ad essere utilizzati, pur sotto sequestro, in assenza di alternative, mentre l’inezia politica pone le fondamenta per le antidemocratiche logiche emergenziali e per nuove azioni speculative.

Gli appuntamenti

Questa settimana di maggio vedrà due importanti momenti di mobilitazione all’interno dei quali è possibile cogliere l’occasione di declinare in maniera unitaria le lotte ambientali e contro tutte le devastazioni territoriali, al di là dell’appartenenza a singole vertenze, comitati, movimenti, sigle.

Il #Fiumeinpiena del 16 novembre ha segnato un momento di mobilitazione moltitudinaria che è riuscito a tracimare oltre centri sociali, pur protagonisti, e associazionismo ambientalista, assumendo in sé il tema delle lotte ambientali al di là del tema rifiuti, su queste lotte è necessario creare una cornice di mobilitazione reticolare e unitaria contro le devastazioni e la messa a profitto dei territori, per fermare le grandi opere inutili che continuano a devastare l’ambiente e a ingoiare risorse economiche deviate dalle reali esigenze di chi subisce la crisi a tutto vantaggio di chi nella crisi continua ad accumulare profitti.

16 maggio. Per questo come realtà Stop Biocidio Lazio abbiamo aderito all’appello con il quale, a 6 mesi dalla grande manifestazione di Napoli, i comitati campani contro il biocidio hanno deciso di rilanciare la mobilitazione #stopbiocidio su tutto il territorio nazionale (http://www.napoliproject.org/?p=863). In connessione con quanto avverrà in Campania, Abruzzo, Puglia, Sardegna, rilanceremo con un’azione la lotta contro veleni, inquinamento e per difendere democrazia, salute ed ambiente.

17 maggio. Come rete Stop Biocidio Lazio, in connessione con altre realtà nazionali e le reti campane e abruzzesi contro il biocidio, abbiamo deciso di essere in piazza per la manifestazione nazionale indetta dal Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua in difesa dei beni comuni, contro austerity, precarietà e privatizzazioni, all’interno di uno spezzone che, insieme ad altri, speriamo sia in grado di raccontare la lotta contro il biocidio, le grandi opere inutili, le devastazioni ambientali, il danno alla salute e all’economia delle comunità locali, convinti che stretta sia la connessione tra questi temi e le altre parole d’ordine che agiranno il corteo del 17 maggio.

18 maggio. Cogliamo poi l’occasione per diffondere ed allargare la partecipazione ad un momento di incontro tra reti territoriali Stop Biocidio e lotte ambientali, per confrontarci sulla costruzione di una vertenza nazionale incentrata sull’opposizione a devastazione del territorio, grandi opere e biocidio. Il 18 maggio, ore 12:00, insieme ad altri, saremo a Scup, Via Nola 5, Roma, per provare a mettere in connessione le nostre lotte.

Stop Biocidio Lazio

Per info e adesioni: 3342270795 – stopbiocidiolazio@gmail.com

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Author: Redazione

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